Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. Ippocrate di Cos (Coo, 460 a.C. circa)

 

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Iperacidosi: un nemico alle porte

Ogni cellula per funzionare correttamente deve avere sostanze nutritive adeguate e un ambiente ottimale: se adottiamo una dieta a base prevalente o esclusiva di cibi acidificanti, anche il nostro organismo tenderà nel tempo ad acidificarsi e il suo funzionamento verrà rallentato o ostacolato. La situazione può peggiorare se ad un regime dimagrante viene associata l’indicazione ad aumentare l’attività fisica, poiché per quanto certamente essa sia uno dei migliori modi per mantenersi in buona salute, durante gli sforzi prolungati, l’organismo produce acido lattico.

Il pH della omeostasi:

Non esiste un valore assoluto, ma un obiettivo ideale è considerato avere al mattino un pH intorno a 6,5. Le urine sono il mezzo più comodo per valutare il grado di acidificazione dei nostri tessuti extra cellulari e il loro controllo può essere fatto anche da soli: basta raccogliere in un bicchierino di plastica la seconda urina del mattino, immergervi per un attimo una cartina al tornasole acquistata in farmacia e confrontare la cartina con la scala cromatica presente nella confezione. Per regolare il rapporto acido-basico e quindi contrastare l’acidosi tessutale è necessario agire sulle cause rimovibili, e in particolare sull’alimentazione

Cibi alcalinizzanti, l’alleato del pH:

I cibi si possono suddividere in due categorie: acidificanti (con PRAL positivo) e alcalinizzanti (con PRAL negativo). Il PRAL (Potential Renal Acid Load) è il carico acido renale, un valore numerico che si misura in mEq ogni 100g di alimento. Tra i cibi acidificanti, i primi in classifica sono gli alimenti ricchi di proteine animali (formaggi stagionati, carne, pesce), seguono i legumi e i cereali, quindi lo zucchero, le uova intere, il caffè, gli alcolici, la frutta oleaginosa, le albicocche e le prugne secche. Gli alimenti alcalinizzanti sono invece pochi, si consumano per lo più occasionalmente e in quantità limitate: verdura, mandorle, acqua naturale. Quasi tutta la frutta contiene acidi deboli, cioè capaci di dare una reazione di alcalinizzazione all’interno dei tessuti, quindi anche frutta dal sapore decisamente acidulo come il limone o l’arancia porteranno ad una alcalinizzazione. Il latte, seppure sia alcalinizzante, risulta spesso indigesto a causa dell’intolleranza al lattosio. Mangiando poca frutta e verdura, o bevendo poco, non possiamo che caricarci di scorie acide e ci priviamo dei cibi più ricchi di sostanze protettive per l’organismo: gli antiossidanti. Per riequilibrare il pH si suggerisce una alimentazione che comprenda più cibi alcalinizzanti che cibi acidificanti.

Non solo alimentazione!  

Ad influenzare il nostro pH entrano in gioco anche fattori non alimentari: le emozioni, lo stress, la sedentarietà e certe patologie soprattutto renali o epatiche. Praticare stili di vita adeguati (meditazione, yoga, attività fisica…) può essere di aiuto per mantenere un PH fisiologico.

Gli alimenti essenziali non devono mai mancare in una dieta; sono definiti essenziali quei nutrienti che l’organismo umano non riesce a sintetizzare in quantità sufficiente a far fronte ai propri bisogni. Ci sono, infatti, nutrienti che il nostro organismo non è in grado di riprodurre da sé e dei quali, però, non può fare a meno: per questo bisogna garantire al nostro corpo queste sostanze con l’alimentazione ed il loro giusto equilibrio.

I nutrienti essenziali sono:

  • acqua,
  • aminoacidi,
  • vitamine,
  • minerali,
  • acidi grassi

L’acqua

Il nostro corpo è composto del 75% di acqua fondamentale al metabolismo, alla regolazione della temperatura corporea, a lubrificare le articolazioni, a deglutire e assorbire nutrienti, allo smaltimento delle tossine.

Gli aminoacidi essenziali

Alcuni sono essenziali, altri siamo capaci di sintetizzarli ma non di utilizzarli adeguatamente se mancano i primi. Tutti gli aminoacidi essenziali si trovano negli alimenti di origine animale; nei vegetali, spesso, non sono contenuti in quantità ottimali rispetto agli standard di riferimento. Per esempio, le proteine dei cereali sono limitanti in lisina e in triptofano il mais le proteine dei legumi sono limitanti in metionina. In natura esistono alimenti che contengono quantitativi sufficienti di tutti gli aminoacidi essenziali e in questo caso di proteine nobili o complete, generalmente presenti in carni, uova, pesce e latticini.

Le vitamine:

Composti organici essenziali, sono in tutto tredici: vitamine A, D, C, B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina), B5 (acido pantotenico), B6 (piridossina), B8 (biotina), B9 (acido folico), B12 (cobalamina), E, K. Alcune (C e tutto il gruppo B) sono solubili in acqua; entrano nel circolo sanguigno per essere usate subito e tutto l’eccesso viene espulso attraverso le urine.

I cibi più ricchi di vitamine sono: verdure e ortaggi a foglia verde, frutta secca e semi oleosi, cereali integrali, agrumi.

I minerali

Compongono le ossa, servono alla contrazione muscolare e al sistema nervoso, intervengono nella coagulazione, prendono parte alle reazioni enzimatiche, mantengono l’equilibrio salino. Per assumere i minerali, dobbiamo includere i vegetali nella dieta.

Gli acidi grassi essenziali

Negli alimenti sono l’acido linoleico (AL o LA), capostipite degli acidi grassi della serie omega-6, e l’acido alfa-linoleico (AaL o ALA), capostipite della serie omega-3. Gli acidi grassi della serie omega-6 riducono la concentrazione di colesterolo sangue, abbassando soprattutto la frazione “cattiva” (LDL) mentre gli acidi grassi della serie omega-3 abbassano i livelli plasmatici di trigliceridi, aumentano leggermente la concentrazione di colesterolo HDL e la fluidità ematica e riducono significativamente il rischio di malattie coronariche. Li troviamo in: olio di salmone, olio di fegato di merluzzo, sgombro, salmone, tonno, semi di lino, noci e mandorle secche, arachidi, pistacchi, lecitina di soia.

Le differenze tra regimi dietetici

La dieta personalizzata

Una dieta personalizzata è unica ed è elaborata dalla somma delle caratteristiche e dei parametri personali. Questo tipo di dieta parte dalla considerazione che per tornare in forma, dimagrire o risolvere un problema legato all’alimentazione, è necessario tener conto di molteplici variabili:

  • valori fisici,
  • Condizioni personali,
  • eventuali intolleranze e allergie,
  • patologie,
  • genere,
  • peso,
  • altezza,
  • struttura fisica
  • abitudini legate allo stile di vita.

Una dieta standardizzata: (valida per tutti)

In generale, una dieta standardizzata fornisce indicazioni alimentari che NON tengono conto di parametri personali, fisici e di salute. Spesso è focalizzata sulla risoluzione di un problema specifico (come, per esempio, la stitichezza, il grasso addominale, il gonfiore, il dimagrimento, la ritenzione idrica e il consumo di un alimento specifico). Tuttavia, un problema specifico è solo il sintomo o l’evidenza di un problema, che però avrà per ognuno cause diverse: non possiamo generalizzare.

Quando il peso pesa – Seconda parte